Le donne nel mito, parte sesta: Didone

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“Vieni dal mio al tuo viso il tuo segreto;
Replica il mio le care tue fattezze;
nulla contengono di più i nostri occhi
e, disperato, il nostro amore effimero
eterno freme in vele d’un indugio.”
[Cori descrittivi di stati d’animo di Didone, VIII – Giuseppe Ungaretti]

 

 

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Iside, modello di madri e regine.

iside e osiride

 

“La donna rappresenta la terra […]. D’ altra parte l’ uomo che procrea pare quale rappresentante dall’ Oceano, quale elemento fecondante. L’ oceano sta, allora, alla terra come l’ uomo alla donna. Ma chi ha il primato in questa unione? […] Bellerofonte e Poseidone cercano di ottenere il trionfo del patriarcato, ma di fronte al segno della maternità che concepisce, entrambi retrocedono sconfitti.”.

[Il matriarcato – J.J. Bachefon, trad. a cura di Giampiero Moretti] Continua a leggere

La burnesha, la virgjina e la donna: storie d’ amore.

130294-hd.jpg[Foto a cura di Paola Favoino]

 

“Spogliata d’ ogni potere all’ avvento della proprietà, il destino della donna è legato attraverso i secoli al destino della proprietà privata […]. Coltivare la terra paterna, rendere un culto ai mani del padre, è per l’ erede un solo e medesimo obbligo: egli assicura la sopravvivenza degli avi in terra e nel mondo sotterraneo […]. Ormai la donna col matrimonio non è più prestata da un clan ad un altro: è strappata alla gente tra cui è nata e immessa brutalmente tra quella dello sposo; egli la compra […].”.

[Il secondo sesso – Simone de Beauvoir, trad. a cura di R.Cantini e M. Andreose] Continua a leggere

Ipazia, simbolo della ragione.

ipazia

“Vi era una donna in Alessandria il cui nome era Ipazia. Costei era figlia di Teone, filosofo in Alessandria, ed era giunta ad un tale culmine di sapienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo; subentrò nella scuola platonica, ripristinata da Plotino, insegnando a chi lo volesse le discipline filosofiche […]. Da ogni parte accorrevano a lei coloro che volevano discutere di filosofia.”.

 

[Storia ecclesiastica VII, 15- Socrate Scolastico] Continua a leggere

Siddharta, il cammino dell’ ascesi.

siddharta

“Tutti amavano Siddharta. A tutti egli dava gioia, tutti ne traevano piacere.
Ma egli, Siddharta, a se stesso non procurava piacere, non era di gioia se stesso. […] Aveva incominciato ad alimentare in sè la scontentezza. […] L’ amore di suo padre e di sua madre, e anche l’ amore dell’ amico suo, Govinda, non  avrebbero fatto per sempre la sua eterna felicità, non gli avrebbero dato la quiete, non l’ avrebbero saziato, non gli sarebbero bastati.”.

                                                 [Siddharta- Hermann Hesse] Continua a leggere

Lavorare stanca.

Lavorare stanza

Traversare una strada per scappare di casa 
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira 
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo 
e non scappa di casa. 
                                                Ci sono d’estate 
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese 
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge 
per un viale di inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade 
sono vuote. Bisogna fermare una donna 
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte 
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi, 
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta 
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade 
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due, 
anche andando per strada, la casa sarebbe 
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta 
e quest’uomo, che passa, non vede le case 
tra le inutili luci, non leva più gli occhi: 
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada 
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

 

                                                      [Lavorare Stanca- Cesare Pavese]

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Jane Eyre, la ricerca e l’ accettazione.

Jane Eyre

“E’ molto meglio sopportare con pazienza un guaio che senti tu sola piuttosto che commettere un gesto avventato le cui conseguenza si estenderebbero a tutti quelli che ti sono cari. […] E’ inutile e stupido dire che non si può sopportare quello che il destino ci costringe a sopportare.”.

                                                                        [Jane Eyre- Charlotte Brontë] Continua a leggere