Le donne nel mito, parte settimana: Ifigenia

Sacrifice-of-Iphigenia-1740-1742

 

“E le preghiere e le invocazioni al padre
e l’età verginale non curarono
i duci bramosi di guerra: e ordinò il padre
ai ministri, dopo la preghiera
di levarla come una capra, alta sull’ara,
con fermo cuore, avvolta nei pepli e prostrata;
e della bocca bella con bavaglio trattenere la voce
imprecante alle case,
con violenza e con muta forza di freni.
Ed ella, discinte al suolo le crocee vesti
ciascuno dei sacrificatori con dardo di pietà
dagli occhi colpiva, bella come un dipinto,
volendo parlare.”
[Agamennone, Eschilo, vv.228-43, trad. a cura di R.Cantarella]

 

Continua a leggere

Le donne nel mito, parte quinta: Elettra.

elettra

“O desiderio carissimo alla casa paterna, lacrimata speranza di un seme di salvezza, nel tuo coraggio fidando riacquisterai la casa del padre! Occhio mio soave, tu per me adempi a quattro uffici: padre è necessario che io ti chiami; poi cade in te l’ amore per mia madre – che è giustissimamente è odiata- e per la sorella spietatamente sacrificata; tu eri infine per me il fratello fedele, che solo mi restituisci alla dignità dovutami.”

[Coefore, vv 235-43 – Eschilo, traduzione a cura di Raffaele Cantarella] Continua a leggere

La Mostellaria, lo specchio della vita.

maschere

GRUMIO: Exi e culina sis foras, mastigia,

                  qui mihi inter patinas exhibes argutias.

                  Egredere, erilis permities, ex audibus.

                  Ego pol te ruri, si vivam, ulciscar probe.

                  Exit. Inquam, *e nidore popinae*; quid lates?

TRANIO: Quid tibi, malum, hic ante aedis clam<it>atiost?

                 An ruri censes te esse?

 

GRUMIONE: Esci dalla cucina se vuoi, pendaglio da forca

                       Tu che mi fai lo spiritoso tra le cassaruole

                       Esci fuori da casa, disgrazia del padrone.

                       Io per Pelluce, se vivrò, te la farò pagare.

                       Esci, ti dico, dalla puzza della cucina perchè ti nascondi?

TRANIONE: Che è questo baccano, accidenti, d’ avanti alla porta?

                     Credi di essere in campagna?

   [Mostellaria, Plauto, vv 1-7. Trad. Mara Carlesi] Continua a leggere