Anna Bolena, la promessa infranta.

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“Il suo era proprio un colorito giallognolo, pensò Anna, mentre studiava la propria immagine riflessa nello specchio d’argento; e aveva troppi nei, ma almeno il viso era un elegante ovale. A undici anni non mostrava ancora forme femminili, ma a tal riguardo poteva sperare in un cambiamento durante l’anno successivo. Dopotutto Maria, a tredici anni, era già formosa. […] Aveva spesso sentito dire che Maria era la più bella della sorelle Bolena. […] Il confronto cominciava a infastidirla, ora che stava crescendo e le veniva rammentato costantemente che doveva prepararsi a un futuro glorioso che prevedeva il favore reale e un marito facoltoso e di elevata classe sociale.”.

 

[Anna Bolena l’ossessione del re. Le sei regine Tudor – Alison Weir, trad. a cura di Chiara Brovelli]

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Il sangue delle donne: tra mito e tabù

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“Se l’Homo Sapiens ha trovato mille espedienti per proteggersi dal freddo, dalla fame, dalla malattia o dagli incerti della natura, se ha saputo esplorare e colonizzare tutte le terre, viaggiare nell’universo e inventare armi sofisticate per uccidere i suoi simili, è inevitabile constatare che riguardo alle mestruazioni è rimasto spesso sul registro dell’irrazionale. Nonostante la sua banalità, il ciclo resta un fenomeno misterioso, circondato da leggende, superstizioni, reticenze e stereotipi la cui persistenza non può che stupire.”.

 

[Questo è il mio sangue – Elise Thiébaut, trad. a cura di Margherita Botto]

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La burnesha, la virgjina e la donna: storie d’ amore.

130294-hd.jpg[Foto a cura di Paola Favoino]

 

“Spogliata d’ ogni potere all’ avvento della proprietà, il destino della donna è legato attraverso i secoli al destino della proprietà privata […]. Coltivare la terra paterna, rendere un culto ai mani del padre, è per l’ erede un solo e medesimo obbligo: egli assicura la sopravvivenza degli avi in terra e nel mondo sotterraneo […]. Ormai la donna col matrimonio non è più prestata da un clan ad un altro: è strappata alla gente tra cui è nata e immessa brutalmente tra quella dello sposo; egli la compra […].”.

[Il secondo sesso – Simone de Beauvoir, trad. a cura di R.Cantini e M. Andreose] Continua a leggere

Ipazia, simbolo della ragione.

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“Vi era una donna in Alessandria il cui nome era Ipazia. Costei era figlia di Teone, filosofo in Alessandria, ed era giunta ad un tale culmine di sapienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo; subentrò nella scuola platonica, ripristinata da Plotino, insegnando a chi lo volesse le discipline filosofiche […]. Da ogni parte accorrevano a lei coloro che volevano discutere di filosofia.”.

 

[Storia ecclesiastica VII, 15- Socrate Scolastico] Continua a leggere