Le favorite del Re, il popolo a Versailles.

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“Louise-Julie, Contessa di Mailly, Pauline-Félicité, marchesa di Vintimille, Diane-Adélaide, duchessa di Lauraguais. Hortense-Félicité, marchesa di Flavacourt, e Marie-Anne, marchesa di La Tuurnelle, contribuirono tutte, in maniera più o meno diretta, a iniziare il giovane all’erotismo, all’amore, alla politica, ma anche a creare quel clima di scandalo che gli avrebbe alienato il rispetto dei sudditi.”.

 
[Amanti e regine, il potere delle donne – Benedetta Craveri]

 

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Le donne nel mito, parte sesta: Didone

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“Vieni dal mio al tuo viso il tuo segreto;
Replica il mio le care tue fattezze;
nulla contengono di più i nostri occhi
e, disperato, il nostro amore effimero
eterno freme in vele d’un indugio.”
[Cori descrittivi di stati d’animo di Didone, VIII – Giuseppe Ungaretti]

 

 

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Ipazia, simbolo della ragione.

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“Vi era una donna in Alessandria il cui nome era Ipazia. Costei era figlia di Teone, filosofo in Alessandria, ed era giunta ad un tale culmine di sapienza da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo; subentrò nella scuola platonica, ripristinata da Plotino, insegnando a chi lo volesse le discipline filosofiche […]. Da ogni parte accorrevano a lei coloro che volevano discutere di filosofia.”.

 

[Storia ecclesiastica VII, 15- Socrate Scolastico] Continua a leggere

Essere Maria Antonietta

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” Aveva gli occhi non belli, ma capaci di assumere qualunque espressione […]; non sono del tutto sicuro che il naso fosse quello giusto per il suo viso. La bocca era decisamente sgradevole, il labbro […] è stato citato come tratto nobile e distintivo della sua fisionomia, ma sarebbe potuto servire solo per rappresentare la collera e l’ indignazione e non era questa l’ espressione abituale della sua bellezza; il petto era un po’ troppo piatto, e il busto sarebbe potuto essere più elegante; mani e braccia così belle non ne ho più viste.”.

[Alexandre De Tilly – Citato in ‘Amanti e Regine’, di Benedetta Craveri] Continua a leggere

La Dea Madre

“Le dee ereditate dall’ Antica Europa, come le greche Atena, Era, Artemide, Ecate, le romane Minerva e Diana, le irlandesi Morrigan e Brigit, le baltiche Laima e Ragana, la russa Baba Yaga, la basca Mari e le altre ancora, non sono “Veneri”, che elargiscono fertilità e prosperità: […] sono molto di più.”

[Il linguaggio della Dea – Marija Gimbutas, trad. a cura di Selene Ballerini]

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