Anna Bolena, la promessa infranta.

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“Il suo era proprio un colorito giallognolo, pensò Anna, mentre studiava la propria immagine riflessa nello specchio d’argento; e aveva troppi nei, ma almeno il viso era un elegante ovale. A undici anni non mostrava ancora forme femminili, ma a tal riguardo poteva sperare in un cambiamento durante l’anno successivo. Dopotutto Maria, a tredici anni, era già formosa. […] Aveva spesso sentito dire che Maria era la più bella della sorelle Bolena. […] Il confronto cominciava a infastidirla, ora che stava crescendo e le veniva rammentato costantemente che doveva prepararsi a un futuro glorioso che prevedeva il favore reale e un marito facoltoso e di elevata classe sociale.”.

 

[Anna Bolena l’ossessione del re. Le sei regine Tudor – Alison Weir, trad. a cura di Chiara Brovelli]

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Cenerentola: la donna nella fiaba, parte terza

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 “[…] Si può dire che, secondo la verità espressa dalla fiaba, il nucleo divino della psiche umana è costituito da quel che è al di là del bene e del mal, ed è perciò un fattore assoluto, che può condurci fuori dalla situazione che questo problema ci ha posto. La soluzione qui configurata ha implicazioni molto profonde. Anche se spesso le fiabe sembrano storielle innocenti, ci costringono a immergerci in acqua molto profonde.”.

[L’Ombra e il male nella fiaba – Marie-Louise von Franz, trad. a cura di Silvia Stefani]

 

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Il sangue delle donne: tra mito e tabù

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“Se l’Homo Sapiens ha trovato mille espedienti per proteggersi dal freddo, dalla fame, dalla malattia o dagli incerti della natura, se ha saputo esplorare e colonizzare tutte le terre, viaggiare nell’universo e inventare armi sofisticate per uccidere i suoi simili, è inevitabile constatare che riguardo alle mestruazioni è rimasto spesso sul registro dell’irrazionale. Nonostante la sua banalità, il ciclo resta un fenomeno misterioso, circondato da leggende, superstizioni, reticenze e stereotipi la cui persistenza non può che stupire.”.

 

[Questo è il mio sangue – Elise Thiébaut, trad. a cura di Margherita Botto]

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Eloisa, l’amore e il logos.

 

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Nel XII secolo si moltiplicarono le scuole urbane, seguite presto dalle università; aumenta il numero degli studenti mossi da una sorta di bulimia del sapere […]. Dovranno passare secoli prima che le ragazze accedano alle scuole o all’università. Se, in via del tutto eccezionale, posseggono una cultura, come è il caso di Eloisa, se ne saranno impossessate all’interno delle mura domestiche.“.

[Le donne nell’ordine feudale. Paulette L’Hermite-Leclercq in Storia delle donne, a cura di Christiane Klapisch-Zuber] Continua a leggere

Le donne nel mito, parte settimana: Ifigenia

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“E le preghiere e le invocazioni al padre
e l’età verginale non curarono
i duci bramosi di guerra: e ordinò il padre
ai ministri, dopo la preghiera
di levarla come una capra, alta sull’ara,
con fermo cuore, avvolta nei pepli e prostrata;
e della bocca bella con bavaglio trattenere la voce
imprecante alle case,
con violenza e con muta forza di freni.
Ed ella, discinte al suolo le crocee vesti
ciascuno dei sacrificatori con dardo di pietà
dagli occhi colpiva, bella come un dipinto,
volendo parlare.”
[Agamennone, Eschilo, vv.228-43, trad. a cura di R.Cantarella]

 

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Le favorite del Re, il popolo a Versailles.

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“Louise-Julie, Contessa di Mailly, Pauline-Félicité, marchesa di Vintimille, Diane-Adélaide, duchessa di Lauraguais. Hortense-Félicité, marchesa di Flavacourt, e Marie-Anne, marchesa di La Tuurnelle, contribuirono tutte, in maniera più o meno diretta, a iniziare il giovane all’erotismo, all’amore, alla politica, ma anche a creare quel clima di scandalo che gli avrebbe alienato il rispetto dei sudditi.”.

 
[Amanti e regine, il potere delle donne – Benedetta Craveri]

 

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Iside, modello di madri e regine.

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“La donna rappresenta la terra […]. D’ altra parte l’ uomo che procrea pare quale rappresentante dall’ Oceano, quale elemento fecondante. L’ oceano sta, allora, alla terra come l’ uomo alla donna. Ma chi ha il primato in questa unione? […] Bellerofonte e Poseidone cercano di ottenere il trionfo del patriarcato, ma di fronte al segno della maternità che concepisce, entrambi retrocedono sconfitti.”.

[Il matriarcato – J.J. Bachefon, trad. a cura di Giampiero Moretti] Continua a leggere

La burnesha, la virgjina e la donna: storie d’ amore.

130294-hd.jpg[Foto a cura di Paola Favoino]

 

“Spogliata d’ ogni potere all’ avvento della proprietà, il destino della donna è legato attraverso i secoli al destino della proprietà privata […]. Coltivare la terra paterna, rendere un culto ai mani del padre, è per l’ erede un solo e medesimo obbligo: egli assicura la sopravvivenza degli avi in terra e nel mondo sotterraneo […]. Ormai la donna col matrimonio non è più prestata da un clan ad un altro: è strappata alla gente tra cui è nata e immessa brutalmente tra quella dello sposo; egli la compra […].”.

[Il secondo sesso – Simone de Beauvoir, trad. a cura di R.Cantini e M. Andreose] Continua a leggere