Le donne nel mito, parte sesta: Didone

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“Vieni dal mio al tuo viso il tuo segreto;
Replica il mio le care tue fattezze;
nulla contengono di più i nostri occhi
e, disperato, il nostro amore effimero
eterno freme in vele d’un indugio.”
[Cori descrittivi di stati d’animo di Didone, VIII – Giuseppe Ungaretti]

 

 

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Lucia e Gertrude, donne di manzoniana memoria.

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“Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. Le amiche si rubavano la sposa, e le facevan forza perchè si lasciasse vedere; e lei se ne andava schermendo, con quella modestia un pò guerriera delle contadine, facendosi scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto ed aggrottando i lunghi e neri sopraccigli, mentre però la bocca s’ apriva al sorriso”
[I promessi sposi- Alessandro Manzoni] Continua a leggere

Le donne nel mito, parte quinta: Elettra.

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“O desiderio carissimo alla casa paterna, lacrimata speranza di un seme di salvezza, nel tuo coraggio fidando riacquisterai la casa del padre! Occhio mio soave, tu per me adempi a quattro uffici: padre è necessario che io ti chiami; poi cade in te l’ amore per mia madre – che è giustissimamente è odiata- e per la sorella spietatamente sacrificata; tu eri infine per me il fratello fedele, che solo mi restituisci alla dignità dovutami.”

[Coefore, vv 235-43 – Eschilo, traduzione a cura di Raffaele Cantarella] Continua a leggere

Artemisia Gentileschi, la violenza nell’ arte.

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Artemisia Gentileschi nacque a Roma, nel 1593, da Prudenza Montone e Orazio Gentileschi.

Sin dalla più tenera età, Artemisia fu iniziata alla pittura dal padre, pittore seguace della tecnica caravaggesca.

“E’ qui la forza dei quadri della Gentileschi: nel capovolgimento brusco dei ruoli. Una nuova ideologia vi si sovrappone, che noi moderni leggiamo chiaramente: la rivendicazione femminile.”.

                                                                                               [Roland Bartles] Continua a leggere

Resurrezione, l’ innocenza e il pentimento.

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“Vetturini, bottegai, cuoche, operai e impiegati si fermavano e osservavano con curiosità la detenuta; alcuni scuotevano la testa e pensavano ‘Ecco come va a finire a chi comporta male, noi invece…’. I bambini guardavano terrorizzati la criminale, tranquillizzandosi solo a vedere che era seguita dai soldati e non avrebbe più potuto fare niente. Un uomo di campagna, che aveva appena venduto il carbone e preso il té in trattoria, le si avvicinò, si fece il segno della croce e le diede una copeca.”.

                                                                                [Resurrezione- Lev Tolstoj] Continua a leggere

Siddharta, il cammino dell’ ascesi.

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“Tutti amavano Siddharta. A tutti egli dava gioia, tutti ne traevano piacere.
Ma egli, Siddharta, a se stesso non procurava piacere, non era di gioia se stesso. […] Aveva incominciato ad alimentare in sè la scontentezza. […] L’ amore di suo padre e di sua madre, e anche l’ amore dell’ amico suo, Govinda, non  avrebbero fatto per sempre la sua eterna felicità, non gli avrebbero dato la quiete, non l’ avrebbero saziato, non gli sarebbero bastati.”.

                                                 [Siddharta- Hermann Hesse] Continua a leggere

Jane Eyre, la ricerca e l’ accettazione.

Jane Eyre

“E’ molto meglio sopportare con pazienza un guaio che senti tu sola piuttosto che commettere un gesto avventato le cui conseguenza si estenderebbero a tutti quelli che ti sono cari. […] E’ inutile e stupido dire che non si può sopportare quello che il destino ci costringe a sopportare.”.

                                                                        [Jane Eyre- Charlotte Brontë] Continua a leggere