La violenza di genere nel mito

sabine

 

“Nei miti greci gli dèi, per unirsi alle donne mortali, di regola si prendevano almeno il disturbo di rendersi visibili, assumendo qualche forma, umana o animale che fosse. Probabilmente lo faceva anche (o solo) per divertirsi […]. Le divinità romane, invece […] apparivano sotto forma di fallo. […] A Roma, insomma, le storie tra immortali e mortali non sono storie d’amore, sono semplici rapporti sessuali, di tipo assolutamente predatorio.”.
[Gli amori degli altri – Eva Cantarella]

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La Dea Madre

“Le dee ereditate dall’ Antica Europa, come le greche Atena, Era, Artemide, Ecate, le romane Minerva e Diana, le irlandesi Morrigan e Brigit, le baltiche Laima e Ragana, la russa Baba Yaga, la basca Mari e le altre ancora, non sono “Veneri”, che elargiscono fertilità e prosperità: […] sono molto di più.”

[Il linguaggio della Dea – Marija Gimbutas, trad. a cura di Selene Ballerini]

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