Senilità, tra cecità e coscienza.

senilità

“Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla dche non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’ amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’ accordo di andare molto cauti.-. La parola era stata prudente […] e un pò più franca avrebbe dovuto suonare cos’:- Mi piaci, ma nella mia vita nn potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera la mia famiglia.-.”

                                                   [Senilità- Italo Svevo] Continua a leggere

Resurrezione, l’ innocenza e il pentimento.

resurrezione

“Vetturini, bottegai, cuoche, operai e impiegati si fermavano e osservavano con curiosità la detenuta; alcuni scuotevano la testa e pensavano ‘Ecco come va a finire a chi comporta male, noi invece…’. I bambini guardavano terrorizzati la criminale, tranquillizzandosi solo a vedere che era seguita dai soldati e non avrebbe più potuto fare niente. Un uomo di campagna, che aveva appena venduto il carbone e preso il té in trattoria, le si avvicinò, si fece il segno della croce e le diede una copeca.”.

                                                                                [Resurrezione- Lev Tolstoj] Continua a leggere

Siddharta, il cammino dell’ ascesi.

siddharta

“Tutti amavano Siddharta. A tutti egli dava gioia, tutti ne traevano piacere.
Ma egli, Siddharta, a se stesso non procurava piacere, non era di gioia se stesso. […] Aveva incominciato ad alimentare in sè la scontentezza. […] L’ amore di suo padre e di sua madre, e anche l’ amore dell’ amico suo, Govinda, non  avrebbero fatto per sempre la sua eterna felicità, non gli avrebbero dato la quiete, non l’ avrebbero saziato, non gli sarebbero bastati.”.

                                                 [Siddharta- Hermann Hesse] Continua a leggere

Il grande Gastby, la ruggente età del jazz

 

Donna con fiore

“Giungeva musica, nelle notti estive, dalla casa del mio vicino. Nei suoi giardini azzurri uomini e donne andavano e venivano come falene tra i mormorii, lo champagne e le stelle. Durante l’ alta marea nel pomeriggio osservavo i suoi ospiti tuffarsi dal trampolino o prendere il sole sulla spiaggia bollente della sua spaggia mentre i suoi due motoscafi solcavano le acque dello Stretto, rimorchiando acquaplani tra cascate di schiuma.”.

[Il grande Gatsby- Francis S. Fitzgerald]

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Premio Dardos alla terza!

PremioDardo

Ebbene si, non un premio Dardos, ma ben tre!

A dedicarmi, con infinita gentilezza, questi riconoscimenti sono stati:

http://cosedentroefuori.wordpress.com/
http://tiraiunafrecciaalvento.wordpress.com/
http://deborahdonato.wordpress.com/

Grazie, grazie e grazie ancora!

Il premio Dardos è molto speciale perché riconosce i valori personali, etici, culturali e letterari trasmessi attraverso la scrittura.

Le regole, ricordiamo, per ricevere il premio sono:

  • Mostrare l’ immagine del premio
  • Ringraziare chi ti ha nominato
  • Nominare altri 15 bloggers.

Ora, alle prime due sono ben felice di adempiere, ma alla terza no, perchè voglio dedicarlo a tutti, a tutte le persone che giornalmente fanno crescere questo mio blog.

Quindi è per voi, per chiunque apprezzi il mio lavoro.

Grazie ancora.

La lunga vita di Marianna Ucrìa, storia di una donna sospesa.

fanciulla profilo

“Assiste, la piccola mutola innamorata profondamene del padre, alla scena cruenta ed orrbile dell’ esecuzione dell’ uomo. […] Qualcosa non ha funzionato: l’ impiccato, anzichè penzolare come un sacco, continua a torcersi sospeso per aria, il collo gonfio, gli occhi strabuzzanti fuori dalle orbite. […] Il signor padre si china sulla figlia. […] Le tocca la bocca come se aspettasse un miracolo. […] La bambina prova a spiccicare le labbra ma non ce la fa.”

                                         [La lunga vita di Marianna Ucrìa- Dacia Maraini] Continua a leggere

Lavorare stanca.

Lavorare stanza

Traversare una strada per scappare di casa 
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira 
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo 
e non scappa di casa. 
                                                Ci sono d’estate 
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese 
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge 
per un viale di inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade 
sono vuote. Bisogna fermare una donna 
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte 
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi, 
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta 
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade 
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due, 
anche andando per strada, la casa sarebbe 
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta 
e quest’uomo, che passa, non vede le case 
tra le inutili luci, non leva più gli occhi: 
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada 
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

 

                                                      [Lavorare Stanca- Cesare Pavese]

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