Cronaca di una morte annunciata, l’ onore e la fatalità.

cronaca di una morte

“Il giorno che l’ avrebbero ucciso, Santiago Nasar, si alzò alle 5,30 del mattino per andare ad aspettare il bastimento con cui arrivava il vescovo.”.

                             [Cronaca di una morte annunciata- Gabriel Garcia Marquez]

L’ incipit del romanzo comunica la tragica fine di Santiago Nasar che, senza però nulla togliere al ritmo incalzante della narrazione, viene descritta come, appunto, una cronaca giornalistica, stilata a quasi trent’ anni dall’ accadimento.

Diversi personaggi raccontano le situazioni ed i fatti che, apparentemente scollegati tra di loro e invece profondamenti connessi, accaddero quel giorno.
Testimonianze e ricordi si intrecciano sino a creare un quadro vivido e completo delle ultime ore di vita del giovane.

Marquez ci guida attraverso la memoria collettiva del paese, dove tutti sapeva cosa stava per accadere e , pò per superficialità e un pò per incapacità delle persone di intervenire, nessuno fa nulla per evitare una simile tragedia, che ricadrà su ognuno.
Neanche i biglietti anonimi, lasciati prima al sacerdote e poi direttamente alla casa della vittima, saranno in grado di aiutare l’ uomo, il cui destino è fatalmente segnato.

L’ intreccio prende il via all’ alba, la mattina successiva alla festa nuziale della splendida Angela Vicario con l’ enigmatico, ammaliante e facoltoso straniero Bayardo di San Román.
Il paese si sveglia lentamente quel lunedì. Tutti sono ancora ebbri di cibo, danze e vino. Il ricevimento si è protratto sin dopo mezzanotte, e molti hanno continuato i bagordi in giro per le strade. I giovani popolano le vie del paese, intenti a non far finire l’ allegria di quella notte. Proprio come i due gemelli Vicario, Pedro e Pablo, e il loro amico Santiago Nasar.

Un drammatico evento dà inizio a quella che diventerà una questione d’ onore, lavabile solo con il sangue del colpevole.

“Bayardo di San Román non entrò, ma spinse con dolcezza la sposa verso l’ interno della casa, senza dire una parola. Poi baciò Pura Vicario sulla guancia e le parlò con una voce di profondissimo scoramento ma con molta tenerezza.
‘Grazie di tutto, madre.’ Le disse ‘Lei è una santa.’”.

Angela Vicario, durante la sua prima notte di nozze, viene ripudiata e riportata dallo sposo nella casa paterna. Il suo onore non è intatto.
Per due ore Pura Vicario, a suon di schiaffi silenziosi, tenta di far confessare il colpevole di un simile disonore alla figlia, senza però riuscirci.

“’Dai, bella’ Le disse tremando di rabbia ‘ dicci chi è stato.’.
Angela Vicario indugiò appena il tempo necessario per pronunciare il nome […] ‘Santiago Nasar’.”.

Arrivati a casa, i due gemelli, mandati a chiamare dalla madre, nel pieno dei festeggiamenti con gli amici, fanno confessare alla sorella il nome di colui che ha gettato la loro famiglia nella vergogna.

Il destino di Santiago Nasar viene segnato. Solo il sangue può pulire una simile offesa.
I due gemelli, poco prima dell’ alba, escono per arrotare i loro coltelli da macellai. Lo fanno in pubblico, sotto gli occhi dei loro colleghi macellai, tutti stupiti di vederli di prima mattina dopo a festa intenti in quel lavoro. Ed ancora più stupiti quando i due annunciano che stanno per andare ad uccidere Santiago Nasar.
Nessuno crede loro, tutti pensano ad una burla o alle parole sconnesse di due ubriachi.

In tutti i modi i gemelli Vicario cercano di farsi fermare, così da avere una buona scusa per non uccidere il loro amico e salvare comunque l’ onore.
Il destino però li guida, spazzando via ogni possibile avvertimento che salverebbe la vita del Nasar.

La fatalità, che abbraccia mollemente il caldo caribe, è la protagonista indiscussa. Ogni cosa accade senza che possa essere fermata, quando ormai il destino si è imposto. Santiago Nasar deve morire, niente può più salvarlo. Ed egli cammina, di bianco vestito, per le strade della città, ignaro di ciò che gli sta per capitare, simile ad una vittima sacrificale, che passo dopo passo si avvicina alla morte inconsapevolmente.

La fine è quella attesa sin dall’ inizio del romanzo. Il lettore si ritrova allo stesso piano di un qualunque altro abitante di Manuare, sa cosa sta per accadere, ma non può fare nulla, se non osservare e sperare che qualcosa o qualcuno possa impedire l’ omicidio di Santiago Nasar e il sangue sulle mani dei gemelli Vicario.

Un coro di voci compone l’ affascinante mosaico della narrazione, sul quale scivola via la vita dell’ uomo, macchiando la memoria collettiva del paese, il quale è colpevole tanto quanto le mani che hanno brandito i coltelli assassini.

La morte di Santiago Nasar è cristallizzata nel tempo immobile e afoso di quella mattina di Agosto, sospeso tra l’ ebbrezza della festa e l’ orrore della fatale scomparsa dell’ uomo.

Marquez non omette un’ espressione, un’ emozione anche durante l’ autopsia sul corpo di Santiago Nasar. Cruda è la descrizione delle membra martorizzate e degli organi interni brutalmente trafitti. Così come lo scempio,apportato dal farmacista e dal prete, nel condurre le indagini sul cadavere per accertare le cause della morte.

Niente viene risparmiato al lettore. Una cronaca è pur sempre una cronaca.

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16 pensieri su “Cronaca di una morte annunciata, l’ onore e la fatalità.

  1. Recensione impeccabile, come sempre! Brava Mara! Solo che non so se riuscirei mai a leggerlo; i romanzi troppo crudi non mi piacciono…

  2. Mara, bravissima come sempre. Ho letto questo romanzo moltissimi anni fa, esiste una versione cinematografica particolare nell’interpretazione di Ornella Muti e Antony Delon, coi paesaggi descritti da Marquez bellissimi. Grazie per averlo ricordato e, se ancora non l’hai letto, ti consiglio I racconti raminghi. Ciao e ancora complimenti .

  3. Quando scrivi di romanzi che non conosco mi appassioni e mi incuriosisci, ne ho già segnati alcuni. Ma quando di romanzi che ho letto e che ho apprezzato particolarmente, come questo, mi appassioni ancora di più perché sai parlarne come io non sarei stato in grado di fare.

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