Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde, il dualismo dell’ esistenza.

Jacktheripper

“Quell’ essere da me evocato fuori dal profondo del mio animo era essenzialmente maligno e perverso. Con bestiale avidità beveva il piacere dei tormenti altrui.”
[Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde- Robert L. Stevenson]

Nell’ Agosto del 1888, al “Lyceum” di Londra, veniva messa in scena la rappresentazione teatrale di “The strange case of Dr. Jekyll and Mr.Hyde.”.

Il 31 Agosto del 1888 il corpo di una prostituta, Mary Ann Nichols, venne ritrovato in Buck’s Row.
Già il 6 Agosto il corpo di un’ altra prostituta, Martha Tabram, era stato rinvenuto, privo di vita, dopo che alla donna erano state inferte trentanove, profonde, coltellate.

Il collegamento tra le due donne, oltre ad essere entrambe prostitutedel quartiere più malfamato della Londra di fine ottocento, Whitechapel, è quello di essere state le prime vittime, accertate, di Jack the Ripper.

Gli omicidi, brutali e con conseguenti asportazioni di organi sessuali portati via come trofeo dall’ assassino, non si fermarono, facendosi mano a mano sempre più scioccanti. Alcune prostitute vennero trovare mutilate e ricomposte in macabri atteggiamenti.

Cinque furono le vittime acccertate, tutte uccise con lo stesso modus operandi, ma si sospetta che in realtà le vittime in totale fossero sedici, tra cui anche Martha Tabram, non appartenente, secondo alcuni studiosi, alla cerchia delle cinque donne uccise da Jack the Ripper.

Un mostro cammina per le strade di Londra, indisturbato, senza un volto, senza che nessuno si accorga di nulla.

Cio’ che spaventa gli investigatori di Scotlan Yard è che non stanno dando la caccia ad un lenone arrabbiato o ad un cliente ubriaco ed insoddisfatto, Jack the Ripper non appartiene a Whitechapel. Si evince la sua estrazione sociale dalle lettere, inviate dal presunto assassino alla polizia. E’ un uomo colto, che cerca di depistare le indagini simulando degli errori grammaticali ed ortografici.

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Il più famoso di tutti è sicuramente quello estratto dalla lettera “From Hell“. L’ autore scrive la parola knife, coltello, knif, ma una persona di bassa cultura, o appena scolarizzata, essendo la k muta, avrebbe dovuto scrivere nif, proprio come la parola viene pronunciata.

L’ assassino ha conoscenze anatomiche alla portata solo di medici: i tagli sui cadaveri e le asportazioni sono precise, fatte in fretta, un lavoro complicato da compiere al buio se non si conosce perfettamente il corpo umano.

Il collegamento generale tra Jack the Ripper, persona presumibilmente rispettabile di giorno ed assassino di nottte, e la vicenda del Dr. Jekyll e Mr, Hyde parve, agli investigatori, lampante.
Stevenson aveva narrato anticipatamente, per i suoi contemporanei, una perfetta e reale applicazione di ciò che era in grado di fare l’ essere umano, in grado di sdoppiarsi e di vivere contemporaneamente due vite. Questi consideravano più il singolo episodio delle due personalità, base della trama del romanzo, invece che la totalità dell’ opera, estrapolando così un pensiero non coerente con il messaggio dell’ autore.

Mentre gli scrittori romantici con il tema del doppio denunciavano la patologia della schizofrenia, Stevenson voleva dimostrare che la dialettica delle pulsioni individuali, positive e negative, costituisce una condizione ineliminabile dell’ individuo.
Il mostro è quindi visto, dall’ autore, come una parte di sè, come una componente inestricabile del proprio mondo interiore.

Nel 1923 nello scritto “L’ Io e l’ Es” Sigmund Freud ipotizzò una teoria psicologica accettata largamente dai suoi colleghi contemporanei.
Egli divideva lo spirito in tre parti: l’ Io, organizzazione e consapevolezza, è in contatto con la realtà e cerca di asservirla ai suoi scopi; il super Io, la coscienza morale, insieme delle proibizioni che sono state instillate nell’ uomo nei primi anni dell’ infanzia e che lo accompagnano per sempre, anche in forma inconsapevole; l’ Es, i molteplici impulsi della libido, diretto costantemente verso il piacere.

“Spinto coì dall’ Es, stretto dal super Io, respinto dalla realtà, l’ Io lotta per venire a capo del suo compito economico di stabilire l’ armonia tra le forze e gli impulsi che agiscono in lui e su di lui.”

                         [Sigmund Freud- Introduzione alla psicoanalisi]

Quarant’ anni prima di Freud, Stevenson aveva intuito la dualità della psiche e il conflitto interiore, che ne consegue, di ogni individuo, creando così il Dr. Jekyll, il super Io freudiano, e Mr Hyde, l’ es per eccellenza.

“Era di bassa statura […] e il suo aspetto, anche da quella distanza, urtò fortemente la sensibilità dello spettatore.”.

Hyde è subito presentato come un essere abietto, tanto da calpestare una bambina o uccidere un uomo senza alcuna remora morale o rimorso.
La sua fisionomia è marcatamente orripilante, tanto da spaventare chiuque lo incontri e da restare impresso nella mente di ognuno che lo vede.
La sua bassezza fisica rispecchia quella morale; Hyde è incapce di provare compassione, empatia o qualunque sentimento umano. Egli disidera unicamente vivere, non sperimentare le emozioni, vuole unicamente saziare i suoi appetiti, trovandone sempre di nuovi. Hyde è finalmente libero di assaggiare la vita che ha sempre voluto, separato dall’ altra metà del suo ego, Jekyll, che frenato dalla società, dall’ educazione e dalla morale a sua volta frenava gli istinti di Hyde, rendendolo sempre più piccolo e schiacciato.
Egli è svincolato ora da ogni inibizione, è padrone di se stesso e di ciò che desidera prendere.

L’ avvocato Utterson era un uomo dall’ aspetto rude, non si illuminava mai di un sorriso; freddo, misurato e imbarazzato nel parlare, riservato nell’ esprimere i proprio sentimenti; era un uomo magro, lungo, polveroso e triste, eppure in un certo senso amabile.“.

Gabriel John Utterson viene presentato, nell’ incipit del romanzo, in maniera accurata, dal punto di vista sociale, morale e fisico, poichè egli è il lettore primo del racconto, il primo destinatario della lettura.
Noi siamo lettori di seconda istanza, costretti a muoverci al volere di Utterson, a rabbrividire quando egli gela, ad indagare assieme a lui il legame ancora oscuro che lega un essere ripugnante come Hyde all’ insigne Dr. Jekyll.

“L’ avvocato era severo nei riguardi di se stesso.[…] Nei riguardi del prossimo era tuttavia di una grande indulgenza; talvolta si meravigliava, quasi con invidia, della forza con la quale certi animi potevano venire spinti alla malvagità; e , in ogni occasione, era disposto più ad aiutare che a disapprovare.”

Utterson ha una qualità indispensabile, per essere il tramite tra narrazione e lettore, è un benpensante, rappresentante per eccezione di una borghesia conformista e tradizionalista.

“-Vi avverto lealmente che sono nati in noi sospetti, e dobbiamo e vogliamo vedervi,- continuò- se non con i mezzi leciti, con gli illeciti: se non acconsentite, ricorreremo alla forza.-.
-Utterson, – rispose la voce -Per amor di Dio, abbiate pietà.-.
-Ah, questa non è la voce di Jekyll! E’ la voce di Hyde!- esclamò Utterson -sfondiamo la porta Poole.-.”

Utterson, che rappresenta il moralismo, la smisurata curiosità, l’ incredibile mancanza di flessibilità psicologica ed umana, è exemplum di una società che non rispetta neanche l’ invocazione di pietà chiesta in nome di quel Dio che la comunità venera. E’ una società che odia Hyde dall’ aspetto, prima ancora di conoscere ciò di cui è capace, è una società che, spinta dal proprio interesse, da una malsana curiosità e dal desiderio di indiscrezione, va avanti sino alla catastrofe, altrui ovviamente.

Stevenson quindi ci trasmette una morale: non bisogna sfuggire dall’ essere Jekyll o l’ essere Hyde, l’ importante è non divenire mai come Utterson, il nemico del diverso, il baluardo dell’ ipocrisia sociale, il curioso, il distruttore.

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16 pensieri su “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde, il dualismo dell’ esistenza.

  1. Giustissimo! Evitiamo assolutamente di esser Utterson. Dovremmo urlarlo un po’ di più, sia mai che qualcuno accantoni i timori per svestire le comode vesti da Utterson. Fantastica analisi! 😉

  2. Interessante questo post. “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” è un’altro dei tanti libri che, sul comodino, aspettano di essere presi e sfogliati. Mi hai fatto venir voglia di dargli la priorità.

  3. Interessante è questo accostamento tra Jack the ripper e Mr. Hyde e considerare Stevenson un progenitore della psicologia freudiana.
    Il dottor Utterson rappresenta l’attuale persona che considera un diverso tutti quelli che escono dagli schemi abituali. Ma chi fornisce i parametri per definire i confini? Nessuno oggettivamente ma solo la percezione soggettiva di chi si crede nello standard.

    • Gli schemi sono imposti dalla morale comune, solitamente dettata dalla religione, e da ciò che i più non desiderano vedere. I diversi sono da scovare ad ogni costo.
      Proprio come fa Utterson con Hyde.
      Ti ringrazio del tuo apprezzamento.

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