Dolore di cose che ignoro.

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Fitta di bianche e di nere radici
di lievito odora e lombrichi,
tagliata dall’acque la terra.

Dolore di cose che ignoro
mi nasce: non basta una morte
se ecco più volte mi pesa
con l’erba, sul cuore, una zolla

  [Salvatore Quasimodo]


La presenza concreta della natura, nella poesia, tende ad oltrepassare il limite della semplice apparenza percepita.

Il mondo della natura vivente subisce un forte processo di interiorizzazione, che va a trovare un vera e propria empatia con l’ ‘io’ lirico, il quale rivive le sue sensazioni e proietta i suoi stati d’ animo nei cicli della natura.

Il dato naturalistico è un punto di fuga, un condensatore di significati interiori ed oscuri.

Il constrasto è il perno intorno a cui ruota il significato più profondo della poesia.

Il senso di morte e di dolore deriva dall’ immagine di una natura che nasce anzichè morire, vista nell’ atto di germogliare, simbolo della forza vitale della natura, che perpetuamente cresce e si rinnova.

I fili del campo simbolico, il pepetuo passaggio dalla decomposizione alla vita, confluiscono nell’ immagine conclusiva della zolla erbosa che pesa sul cuore, rielaborazione di un topos letterario presente sin dall’ antichità e ripreso soprattutto durante il Medioevo e il periodo del Romanticismo.

La zolla è il simbolo che racchiude tutto il significato della poesia.

Questa pesa sul cuore del poeta, poichè rappresenta tutte le morti che si devono consumare affinchè possa sempre rifiorire la vita.

Ogni forma od occassione viene nutrita da una forma o da un’ occasione di morte.

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