La casa degli spiriti, storia di donne, di madri e di figlie.

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“Il silenzio la occupò internamente e non parlò più fino a nove anni dopo, quando tirò fuori la voce per annunciare che si sarebbe sposata.”

 (La casa degli spiriti- Isabel Allende)

Le storie, degli innumerevoli personaggi del romanzo, si intrecciano in un telaio di emozioni, singole e collettive, di paure, di amori e di un paese che attrverserà un grande orrore.

Fantasia e realtà conivono, in perfetta armonia, così come i vivi e gli spiriti viaggiano sul medesimo piano, in incontri casuali e premonizioni fugaci.

In questo libro, l’ autrice, compie un affresco vivido e sentito di donne che hanno combattuto, combattano e combatteranno.

“Finchè le donne non si fossero accorciate le gonne ed i capelli e non si fossero tolte le sottane inamidate, era lo stesso se potevano studiare medicina o avere diritto al voto, perchè in nessun modo avrebbero avuto la forza di farlo.”

Nivea del Valle, madre di numerosi figli, crede nel potere femminile,  lotta perchè alle donne siano dati gli stessi diritti degli uomini. La conosciamo poco, ma intravediamo in lei tutta la forza di una donna che sa essere materna e allo stesso tempo feroce per difendere ciò che le spetta di diritto, in quanto essere umano.

Attraverso gli occhi di Nivea conosciamo Rosa, sua figlia, un angelo distratto dai lunghi capelli verdi e gli occhi gialli. Sospesa in uno spazio atemporale, sfiora la terra con il suo passaggio. L’ intuito femminile di Nivea la guida a capire che Rosa non è un essere destinato a fermarsi troppo su questa terra che non le appartiene.

La morte di Rosa, avvenuta per un infauto incidente, spinge Clara ad isolarsi dal mondo terreno, pieno di dolore, e a ripararsi in un limbo di pensieri e diari, chiusa in un impenetrabile mutismo.

Clara sposerà, rompendo il suo voto di silenzio, Esteban Trueba, che fu, dieci anni prima, promesso sposo di Rosa.

Esteban è un uomo concreto, molto terreno, poco incline alla fantasia. Tutto l’ opposto di Clara, un essere sempre sospeso tra una realtà ovattata ed un piano invisibile.

Il loro matrimonio però ha un’ ombra, Ferula, la sorella di Esteban. Ella ricopre si attenzioni Clara, soprattutto mentre questa è incinta della prima figlia. La complicità delle due donne, negli anni cresce. Clara rimanda a Ferula tutte le faccende terrene, libera così di potersi perdere nel suo mondo privato e appuntarlo su quaderni che conserverà tutta la vita. La loro è una complice unione, come quella tra due sorelle.

Ma Esteban non tollera che la moglie riceva altre attenzioni se non da lui. Sente Clara come una cosa che gli appartiene. Desideroso di essere l’ unico essere amato dalla moglie, caccia Ferula.

La donna non si oppone, coscia di andare in contro ad una vita di solitudine, che l’ avrebbe accompagnata sino alla morte.

Da Esteban e Clara nasce Blanca, e successivamente i due gemelli Jaime e Nicolàs.

Nesuno di questi però, sarà mai in grado di farsi amare dal padre, peccando di voler essere come sono, e non di divenire ciò che Esteban pretende.

Jaime diventa un medico, socialista, impiegato ad aiutare i più poveri. Mentr Nicolàs ha ereditato il desiderio di sperimentare, come lo zio Marcos di Clara, e diviene un inventore balzano e spiritista saltuario.

Blanca cresce in collegio, per volere del padre, che aspira a darle un marito degno, senza sapere che lei ama, ricambiata, il ribelle Pedro Terzo Garcia. Da loro rapporto clandestino nasce Alba.

Blanca non è il personaggio femminile classico dell’ Allende. Ella sa attendere, non arretra di fronte alle minacce del padre e alle percosse, ma neanche si impone ed avanza.

Aspetta Pedro con pazienza, ingannando il tempo che scorre, per poi andarsene con lui, dopo tanti anni, come se tutta quella attesa, tra incontri clandestini, amanti di lui, separazioni e fraintendimenti, non fosse altro che un sogno, un qualcosa di non concreto. Blanca inizia di nuovo a vivere, come se avesse messo la sua esistenza in pausa, aspettandolo.

Estranea alla tribù Trueba, arriva Amanda, con il fratellino Miguel attaccato alle ginocchia. Amante di Nicolàs, ama Jaime, da cui è ricambiata senza venirlo mai a sapere. E’ uno spirito libero, indipendente, in uncontinuo movimento di lunghe gonne impalpabili e braccialetti che anticipano, con il loro tintinnio, il suo arrivo. Incapace di legarsi stabilmente ad un uomo per l’ amore incondizionato, e più materno che di sorella, che nutre per il fratellino, a cui assicura che darebbe la vita per lui, divenendo profetica senza saperlo.

In questo fantastico mosaico di donne, che sembrano tutte opporsi alla figura maschilista e patriarcale del senatore Trueba, arriva Alba.

Alla bambina, fatta nascere da Amanda e Jaime, la nonna Clara prefetizza una vita lunga e felice.

La piccola è catapultata in un mondo al confine tra il reale e l’ irreale.

A questo punto Trueba, stanco delle stranezze della sua famiglia, decide di prendere in mano le redini della situazione, e di curare personalmente l’ educazione della bambina, da avere così qualcuno di concreto a cui lasciare tutto ciò che lui ha accumulato in una vita di lavoro e sacrifici giovanili.

Nessuno, tranne Clara, si accorge di come la piccola Alba riesce a incrinare il feroce guscio dietro al quale si nasconde l’ uomo. Ella sa cambiare Esteban, proprio come lo fece Clara, novella sposa. L’ amore per Alba, però, non poterà Esteban a riappacificarsi con Blanca. I due si sono giurati, da sempre, odio eterno.

Alba simboleggia una nuova generazione, in un mondo in fermento.

Avida di conoscere cresce tra le statuine assurde della madre, le lezioni di socialismo e anatomia di zio Jaime e la meditazione dell’ altro zio, che vanno insieme a supplire la mancanza di un vero padre.

Clara insegna ad Alba a conoscere gl spiriti e le loro manifestazioni, assicurandole che, una volta morta, in quel modo non l’ avrebbe mai lasciata, rivelandosi vera anche questa sua affermazione.

Nonno Esteban porta concretezza nella vita della bambina, ma non può andare contro il destino della ragazza, che crescendo in un paese in cui le ingiustizie si fanno sempre più evidenti, diventa una rivoluzionaria, più per amore di Miguel, ormai cresciuto, che per una vera idea politica, inizialmente.

Alba sarà la vittima di entrambi di Esteban di questa storia.

Il nonno, finanziando il golpe militare, non immagina che tra le arrestate ci sarà proprio la nipote da lui tanto amata, e di certo non può sospettare che il torturatore e violentatore di Alba sarà il figlio che Trueba ebbe, quasi quarant’ anni prima, da Pancha, una delle tante contadine che violentò sulle sue terra a “Le Tre Marie”.

“La vita è lunga, e fa tanti giri”, proprio come aveva detto Transito Soto.

Esteban fa diventare la prigionia di Alba una tortura. Fa alla ragazza tutto ciò che il nonne di lei fece a sua madre, usandola e gettandola via.

La violenta per distruggere tutto quello che lei ha avuto e che lui ha solo potuto guardare. Cerca di toglierle la sua umanità, ma non sa che Alba non è sola. Nonna Clara la culla nel sonno, dicendole di stringere i denti, di combattere, di non lasciarsi morire.

Le altre prigioniere, anche, accudiranno Alba facendole capire che non solo lei è stata torturata e violentata. Le regaleranno un quaderno, perchè possa sfogare ciò che sente.

Trueba è un leone in gabbia. Con il golple ha perso la sua influenza e non riesce a trovare un modo per salvare la nipote. In suo aiuto arriverà Transito Soto, in debito con lui da quasi trent’ anni.

Dopo pochi giorni di attesa arriva la telefonata che Trueba attende vicino all’ apparecchio, Alba è viva e libera.

La ragazza, abbandonata in una discarica, torna a casa notando il contrasto della periferia, degradata e altruista, con il suo quartiere, un paese senza memoria.

Assieme al nonno si reca a “Le Tre Marie” per sistemare la casa, ha deciso di aspettare Miguel che sta facendo la rivoluzione.

“Attendo che arrivino tempi migliori, tenendo in gestazione la creatura che ho nel ventre, figlia di tante violenze, o forse figlia di Miguel, ma soprattutto figlia mia.”

La speranza di una nuova vita, di una nuova nascita, l’ epopea di una famiglia di donne straordinarie, capaci di amare, nonostante tutto.

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