L’ ode della gelosia, Saffo.

saffo

A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.

E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.

    [Traduzione di S.Quasimodo]

A tramandarci quest’ ode fu l’ autore, anonimo, del tratto su “Il sublime”.

L’ esordio descrive una scena di intimità affettiva tra un uomo ed una fanciulla, un momento in cui lui le siede accanto e lei ride.

Questo momento viene dilatato da chi, escluso da questo affetto, spia da lontano, analizzando le emozioni di quel singolo attimo.

E’ un gioco di contrapposizioni, uno siede vicino ed ascolta, l’ altra osserva da lontano; l’ uno è felice come un dio, all’ altra il cuore viene a sconvolgersi nel petto; uno è privilegiato, l’ altra è esclusa.

L’ amore è, quasi, una malattia, che insorge improvvisa alla sola vista della donna amata. Questa sensazione interiore si traduce in sintomi fisici, così da rendere evidente e riconoscibile la sensazione al pubblico del tiaso, a cui l’ ode è diretta.

Per alcuni studiosi questo, più che un’ ode, è un epitalamio, cioè un canto nuziale, come si potrebbe dedurra dal primo verso nel quale compare una figura maschile, lodata per il privilegio di sedere accanto alla fanciulla. Questa situazione di vicinanza e di intimità ben converebbe ad una cermonia nuziale.

Contro questa ipotesia, l’ uomo svanisce immeditamente, elemento che mal si accosta alla poesia epitalmica, fondata sulla lode, continua, degli sposi e sulla celebrazione della felicità coniugale. Anche il tono sembra inadatto ad una celebrazione ufficiale.

Pare, quindi, più probabile che si tratti di un corteggiamento, colmo di smarrimento, sofferenza e di piacere della persona innamorata.

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3 pensieri su “L’ ode della gelosia, Saffo.

  1. “La gelosia fisica è in gran parte un giudizio su se stessi. Poiché sappiamo quello che siamo capaci di pensare, immaginiamo che l’altro pensi così” (Albert Camus).

    • La gelosia è un sentimento meschino, a mio avviso, ma le parole di Saffo lo rendono dolce, come se veramente la spettatrice non voglia far torto a nessuno con il suo pensiero, ma è impossibilitata a frenare il desiderio di esser vicino alla persona amata.

  2. Sono d’accordo, la poesia è molto efficace. Sulla gelosia, a partire da quella frase di Camus, feci molte considerazioni, che per il bene del tuo blog e dell’umanità mi tengo per me. 😀

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